Il mio percorso

Non pensavo che sarebbe diventato un mestiere.

È iniziato tutto quasi per caso e, passo dopo passo, il tatuaggio è diventato il mio mestiere e una mia grande passione.

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Febbraio 2022

Il primo tatuaggio, in un periodo particolare

Avevo appena finito il liceo scientifico e mi ero iscritta a Economia. Quell’estate ho frequentato un corso di Reiki e ho iniziato a fare sogni molto intensi. In quel periodo sono andata da Giada, una tatuatrice che avevo conosciuto da poco, per farmi un piccolo fine line sulla schiena: il mio primo tatuaggio.

Carlotta disegna un motivo a mano libera su una parete
Marzo - Maggio 2022

Uno scambio che ha cambiato tutto

Parlando dei miei sogni con Giada, siamo andate da una sensitiva di sua fiducia, che ci ha suggerito di scambiarci la vita per un giorno: io avrei portato Giada con me a una lezione di Economia e lei mi avrebbe fatto provare a tatuare. Impugnare la macchinetta mi ha trasmesso un’emozione fortissima, anche se fino a quel momento non avevo mai pensato di poter tatuare. Giada mi ha proposto di diventare sua apprendista e da lì è iniziato il mio percorso.

Schermata dei messaggi ricevuti da un collega prima dello scambio di tatuaggi
Maggio 2022 - Marzo 2023

Le prime esperienze

Prima di impugnare una macchinetta non mi ero mai interessata al mondo del tatuaggio e non ne avevo alcuna conoscenza. All’inizio partivo quindi da idee semplici, cercavo ispirazione soprattutto su Pinterest e realizzavo ciò che i clienti e gli amici mi chiedevano, sempre nei limiti di quello che sapevo fare con sicurezza. L’interesse per il tatuaggio ornamentale è arrivato soltanto in seguito.

Carlotta china sul lettino mentre tatua con la macchinetta
Marzo 2023

Una parola nuova: tatuaggio “Berbero”

In quel periodo stavo con una persona molto appassionata di tatuaggi, che mi ha trasmesso molto e mi ha fatto conoscere meglio la realtà del tatuaggio torinese. Al suo ritorno da un viaggio a Barcellona aveva le dita tatuate in uno stile per me nuovo, che mi colpì immediatamente. Mi disse:

Credo che si chiamino tatuaggi berberi.

Da lì ho iniziato a fare ricerca, anche se all’epoca il materiale disponibile era ancora poco.

Carlotta sfoglia un libro aperto su un'illustrazione di volto tatuato
Luglio - Agosto 2023

L’India e le prime sperimentazioni

Durante un viaggio in India ho osservato da vicino geometrie e motivi tradizionali che hanno alimentato il mio interesse per l’ornamentale. Ho iniziato così a disegnare i primi motivi su me stessa, che mi sono poi stati tatuati da Giada. In seguito ho conosciuto altri tatuatori di riferimento a Torino, dai quali mi sono fatta tatuare più volte per osservare e comprendere meglio il loro modo di lavorare.

Un uomo tira un risciò lungo una strada affollata, in India
Oggi

Dove sono arrivata

Per molto tempo ho continuato a realizzare generi diversi, anche se il tatuaggio ornamentale era già quello che amavo di più, tanto da avere mezzo corpo tatuato in questo stile. Non è stato immediato credere di potermi dedicare principalmente a questo. A un certo punto, ho capito che per ricevere progetti ornamentali dovevo essere io per prima a scegliere di mostrare e proporre questo tipo di lavoro. Da quel momento ho deciso di concentrarmi sull’ornamentale, ed è diventato spontaneamente il centro del mio percorso.

Carlotta tatua un braccio in studio, sotto la lampada ad anello
Un foglietto con la parola Yooyaee scritta a mano in grafie diverse
Il nome

Da dove viene "Yooyaee"

Yooyaee nasce da un aneddoto molto lontano dal mondo dei tatuaggi. Al primo anno delle superiori i miei genitori non volevano che usassi i social, ma io ero curiosa di conoscere meglio i miei nuovi compagni di classe. Creai quindi un profilo “segreto” e, cercando un nome che non fosse riconducibile a me, trasformai la parola yoyo - il giocattolo - fino ad arrivare a Yooyaee.

Con il tempo, quel nome è rimasto legato a me e ai miei anni di scuola. Quando ho iniziato a tatuare ho scelto di continuare a usarlo, più per il suo valore affettivo che per una decisione strategica. Ancora oggi, quando qualcuno mi chiede da dove venga, rispondo scherzando che è un segreto per pochissimi.

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La ricerca dietro al mio lavoro

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