Il mio stile

Cosa significa, per me, tatuare una persona.

E da dove arrivano le forme che poi ridisegno sul corpo di chi le porta.

Tatuare significa prima di tutto empatia e ascolto. Per chi si siede sul mio lettino, ogni seduta può essere un momento unico. Oltre al rispetto della pelle e alla massima attenzione per tecnica e igiene, voglio che ogni persona si senta accolta e a proprio agio.

Per me conta tanto il risultato quanto l’esperienza vissuta durante la seduta. Spero che, anche dopo vent’anni, a ogni cliente restino un tatuaggio solido e bello e il ricordo di uno scambio umano piacevole.

Credo che i tatuaggi non siano solo immagini, bensì segni che si attivano su chi li porta, nel momento stesso in cui vengono incisi. Per questo tratto ogni seduta con la cura che merita un gesto antico quasi quanto l’umanità.

Questa attenzione è uno degli insegnamenti più importanti che ho ricevuto da coloro che, nel mio percorso, ho reputato miei maestri. Il tatuaggio accompagna l’essere umano da millenni, da prima ancora che sapesse scrivere, e credo che debba essere praticato con consapevolezza e rispetto per la persona che sceglie di riceverlo.

Le mie ispirazioni

Una ricerca tra motivi, oggetti e tradizioni antiche

Le forme che studio sono il punto di partenza: le ridisegno, le adatto al progetto e alla persona che le porterà.

Traggo ispirazione da tutto ciò che riesce a trasmettermi qualcosa: libri di nicchia, cancelli e dettagli architettonici, cornici d’epoca, ricami, tessuti, fotografie dei miei viaggi, oggetti trovati nei mercatini e lavori di altri tatuatori che stimo. La mia ricerca attraversa forme diverse di artigianato e tradizioni antiche. A volte basta un oggetto incontrato per caso: se la sua forma mi colpisce, cerco un modo per ridisegnarla sulla pelle.

La prima volta che ho visto questi pattern sono rimasta colpita dalla loro duplice natura: incredibilmente eleganti, ma allo stesso tempo solidi e potenti. Prima di allora, per me l'eleganza era sempre stata sinonimo di piccolo, sottile, leggero. Trovarmi davanti a forme imponenti, d’impatto, ma dotate di un'armonia pazzesca, mi ha conquistata, ed è il motivo per cui oggi ho mezzo corpo tatuato in questo stile.

Un cancello in ferro battuto sotto un passaggio a volta
Dall’ispirazione al disegno

Un archivio visivo in continua crescita

Nel tempo ho raccolto fotografie, simboli, trame e dettagli che hanno attirato la mia attenzione. Alcuni li conservo nelle immagini, altri sono ormai entrati nel mio modo di osservare e disegnare. Quando lavoro non parto necessariamente da un originale preciso: le forme nascono dall’insieme di riferimenti che ho assimilato e prendono direzioni diverse in base al progetto e alla persona.

Carlotta disegna a mano libera sul braccio di un cliente, in studio
Come nasce un disegno

Un processo quasi sempre costruito insieme

Parte quasi sempre dalle esigenze e dai desideri di chi ho davanti. Di solito la persona arriva da me dicendo:
“Vorrei tatuarmi questa parte del corpo…”
“Mi piacciono questi lavori”
“Tu cosa vedresti bene su di me?”

Durante la consulenza guardiamo insieme le sue reference o propongo io dei pattern che sento adatti alla sua fisicità e alla sua persona.

Da lì inizio a tracciare le linee seguendo l'anatomia specifica di quel corpo. Se il disegno non mi convince al cento per cento, cancello e ricomincio senza problemi. Spesso disegno a mano libera direttamente sulla pelle. Se sento il bisogno di affinare simmetrie e dettagli, passo su iPad per trovare il bilanciamento perfetto prima dell'esecuzione. Altre volte, quando il progetto lo richiede, lavoro in freehand dall'inizio alla fine.

Tesi di laurea

Simboli incisi

Il tatuaggio berbero come portatore di storie e identità nel contesto del management

Carlotta Baracco — Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Management, A.A. 2024–2025.

Questa tesi nasce dall’incontro tra due parti della mia vita che per molto tempo mi sono sembrate opposte. Quando il tatuaggio è entrato nel mio percorso avevo pensato di lasciare gli studi; ho scelto poi di terminare Economia anche per rendere felice la mia famiglia. Arrivata al momento della tesi, ho cercato un modo per avvicinare una materia che non avevo mai sentito mia al lavoro che, invece, amavo profondamente.

Con il supporto della mia relatrice, docente di Neuroscienze e Semiotica, ho cercato di rispondere a una domanda: come può una tradizione antica come quella del tatuaggio berbero mantenere l’autenticità della propria simbologia quando viene ripresa in un contesto occidentale contemporaneo tanto distante da quello in cui è nata? Per approfondire questo tema ho messo la ricerca storica e culturale in relazione con gli strumenti e i concetti appresi durante il mio percorso di studi in Management. La storia del tatuaggio è antichissima e molto più ampia di quanto spesso si conosca. Per questo ho voluto creare un testo accessibile e veloce da leggere, che offrisse una sintesi utile a comprendere meglio il gesto che si sta scegliendo di compiere sulla pelle.

Il libro è rivolto sia alle persone tatuate sia ai colleghi che desiderano conoscere le origini della propria pratica, soprattutto per quanto riguarda il tatuaggio ornamentale d’ispirazione tribale, al quale appartiene anche il mio lavoro. Contiene inoltre un’intervista a Markantonio, tatuatore che stimo profondamente. Scrivere questa tesi mi ha permesso di approfondire molti aspetti che ancora non conoscevo e di condividere una parte della mia ricerca con clienti, colleghi e persone curiose.

Guarda il Portfolio →
Scrivimi